“C’erano giorni in cui arrotolavo sangue senza memoria per farne telescopi…guardavano bene nelle profondità di tutte le superfici che avevo a contatto…in fondo non erano molte….i contatti visivi (visionari alle volte) sì che erano molti….sembravano riempire annali con volti morbidi o duri e odi occhi lucidi e lucenti messi al confronto con tale empio vuoto bianco in cui dalla base del triangolo di cristallo non s’osa spostarsi per paura del crollo…oh meraviglia delle costruzioni!essa non crolla se non quando i tre segnali vengono meno….non riesco a ordinare l’inchiostro, sento ogni forza venir meno qui…è la metafisica, è il terzo occhio, le parole non fanno che inchinarsi a tale orizzonte sempre nuovo e convulso”