non mi chiedevo nulla … un coro non mi appartiene e neanche una solitudine ….c’è una nebulosa nel mezzo, probabilmente è la dolce inquietudine di restare appesi alla stampella con antichi vesti che al solo sguardo già scivolano nell’oblio………… e poi si passeggia nudi perchè l’unico tormento più vero è la propria pelle lasciata al vento e bruciata da un sole senza pellicole protettive………… erano gli occhi neri erano quelle braci che ardevano con  la mitezza del nuovo giorno e risalite a forza da quell’abbraccio, dai sensi corrotti dall’amore stesso e ripiegati in bustine monodose …. la bevanda che ne fuoriesce è eccitante ma difficilmente traducubile in parole……….. sono felice, sono un pò spiegazzata ma tanto felice………. apro la finestra e vedo la mia proiezione di mondo, ormai ho raggiunto la perfetta scenografia……….ormai non ascolto più neanche il rumore del mondo, sono anestetizzata dall’amore del primo mattino, quello che la sera viene a prendersi cura anche delle mie membra con le sue, quello che in un silenzio imperfetto mi disegna il vuoto in cui camminare ….. e quest’ultimo coincide con un mio feroce desiderio sempre incompleto e quantomai dolce…………….l’amore stesso ………………….