Piazza Dante……sotto gli allori del grande poeta fiorentino fermo in un po’ di pietra, avviene la prima visione prospettica……ciò che dovrebbe essere un raduno di protesta popolare appare una sorta di concerto, un melting-pot di suoni e luci dal colore e calore popolare….ecco la napoletanità così come esposta “a sud” al sole e all’energia migliore, ecco la forza della danza e del tormento teatrale che non si lascia tormentare da vicende reali quanto surreali e antiche….invece no, la percezione inganna, perché è la realtà ora il problema, l’arte e la musica ne veicolano l’aspetto più suggestivo forse…l’abbandono e l’indignazione…le sue particelle “volatili” leggere e impalpabili, quelle che emozionano e non tormentano il vivere civile come fanno i cumuli di rifiuti e roghi agli angoli di quasi tutte le strade napoletane e campane………ma questo è l’occhio che arriva per primo, poi l’orecchio….poi di nuovo l’occhio arriva in piazza……vedi i chioschetti animosi di anarchici, comunisti, ambientalisti, artisti dell’accademia che urlano verità o bugie, che cercano di attrarre mani per firmare petizioni così come spiriti da convincere ad lasciarsi occupare intellettualmente su qualche lembo o corteccia cerebrale ancora vergine, non occupato da ideologie, pronto a critiche sociali e a movimentare nuove rivoluzioni……quindi ancora suoni……nel frattempo abbiamo fatto un giro circolare senza essere stati rapiti da nulla in particolare…il vuoto della mia birra posso incautamente o buttarlo in un contenitore per vetro di differenziata dimostrativa (mi chiedo dove andranno smistate poi le materie – carta, vetro, lattine – raccolte stasera così virtuosamente, forse il mattatore se li porterà a Genova con il tir dell’organizzazione, chissà) o lanciarlo nel solito bidone indifferenziato……gesto “popolare”….non amo la musica di quel genere e a dire il vero neanche troppo l’oratore che tutti invece stanno attendendo, o meglio non lo idolatro, ma lo rispetto come qualsiasi essere umano con capacità destabilizzanti e critiche non fini a se stesse, ma lo aspetto ugualmente con la necessaria curiosità……si sta occupando un vuoto, un silenzio durato giorni, mesi, anni………e allora voglio ascoltare, stasera c’è qualcuno che parla in piazza, ed è quasi una cosa d’altri tempi (se anche non si parla nei blog, o “peggio” – meglio – tra cittadini accomunati dallo stesso problema), importa certo che parli sui rifiuti, sulla nostra incapacità di cambiare lo stato di emergenza dal basso, dalla nostra esistenza, dai nostri vestiti da cittadino agli altri involucri superiori….credo sia proprio una questione di packaging…….uno speciale packaging che avvolge i pensieri e le rivoluzioni possibili…una serie di involucri, che limitano la libertà e le reazioni civili…da noi esseri umani ormai rivestiti della pellicola della pietà, dell’auto-compassione fino a tutto ciò che sotto forma di “cose” usiamo anche se non serve così rivestito, fino a tutto ciò che è “politico” imbavagliato e ci dispensa bugie sui nostri usi e consumi e molte leggi che tutelano soprusi sulla natura, deviazioni della naturale evoluzione dei nostri destini (individuali e sociali) o quant’altro sia stato reso finora un danno in luogo di risorsa nel mondo sociale………poi si inizia col rumore delle parole del mattatore e non vengo smentita…non voglio uno che manda a quel paese chi non ha fatto ciò che doveva, non voglio turpiloquio, mi infastidisce poi il fatto che è quello che più raccoglie applausi, solo una parola diventata un suffisso ad una festa reale di comunità nata virtuale…vaff….ai vari imbelli governatori, al “sistema”, alle scorrettezze…solo questo sembra a volte risvegliare il pubblico “pagante” (paga, paga questo pubblico, altro che…lo continua a fare ad ogni suo movimento , ad ogni suo respiro…anche stasera) ….al solito questo è il modo italiano…non spagnolo, contro i mulini a vento…appena un istante dopo averli costruiti noi stessi con le nostre mani….ora però non è puro masochismo ma necessità di risveglio…e noto che non avverto nell’aria nessun profumo degno di esser chiamato risveglio delle coscienze civili……anzi, l’ultimo orecchio sente un ultimo urlo da un banchetto griffato rivoluzionario e se ne va via portandosi via anche il resto del corpo…la frase era “Salviamo Napoli, portiamo i rifiuti in Irpinia”…gente di cuore…..gente che si differenzia dall’egoismo degli anni di anni cattiva gestione del problema….in quel momento, mentre giravo i passi delusi verso Port’Alba, l’oratore diceva provocatorio “a Savignano hanno inventato il manganello intelligente, quello che sa come e chi picchiare…e bla, bla, bla….e poi sui pensionati che si sa sono dei pericolosi criminali con le teste sfasciate e insanguinate…a botte di quel manganello…”…un applauso…….un applauso a chi viene presto abbandonato e malmenato per un sacchetto in meno fuori dalle nostre porte……un applauso alla rinascita…che non verrà mai se si penserà ancora che la soluzione è fuori di noi…………..io differenzio, il comune dove abito differenzia, la mia città non lo fa, la mia provincia non tutta, la mia regione non tutta, la mia nazione non tutta ………tutto questo insieme è noi, e forse la frase più corretta da urlare: “Salviamo Napoli, l’Irpinia, la Campania e tutto il resto del mondo, riprendiamoci la civiltà da oggi, da ora…” e non buttare la polvere del salotto sotto il tappeto perché sta arrivando un’ospite senza preavviso…abbiamo avuto tempo e molto, ora non è molto ciò che abbiamo a disposizione e lo spendiamo per silenzi umilianti, concerti, utili ma non risolutive oratorie, altre bugie e ritardi, altre sconcezze più o meno sommerse……..la parola co-esistenza è una chimera, una tensione rivoltante che segnala non appartenenze e indignazione e ancor più spesso umiliazione…diventa pura resistenza o altro….ma forse ho sbagliato parola, parole…devo scrivere vaffanculo per essere ascoltata…….ma per essere vista come essere civile e sociale cosa dovrò usare?a breve, una maschera antigas…  

Nota: A gennaio avevo scritto un articolo inviato a Il Mattino che ovviamente non l’ha pubblicato….titolo: “I Kurdi napoletani”…sempre più spesso continuo a pensare all’esodo civile…se volete ve lo invio… da un amico in comune, ho saputo della vostra comunità, ma la provocazione finale nel post appena concluso e inviato, la provocazione della visione civile (politica) dell’essere umano – con maschera o senza – non è la mia normalità…preferisco scrivere….questo è ciò che mi rende visibile agli altri esseri umani…..è la mia nebulosa preferita, carica di stelle e deflagrazioni…..però approfitto di questa occasione per dirvi che apprezzo e non poco la creazione di tale comunità provvisoria…in particolare la sua definizione a-temporale di provvisorio… 
 Articolo inviato al blog: www.comunitaprovvisoria.wordpress.com