Era nel frastuono rumoroso di un marciapiede e nel verde silenzio ammorbidente di una collina. Dentro il mio orgoglio.  Mi sembrava ora una svilente serpe senza un’attiva mortale sacca di veleno. O forse, una gioviale morsa della consapevolezza materica del tempo che avevo lasciato passare per dare una risposta. Certo era che mi imbevevo di un leggero alcolico inebriante dispiacere. Non rispondevo alla risposta positiva, alla vostra offerta positiva, solo per il potente “in mezzo” che c’era fra noi. Il Signor euro a copia che non posseggo, purtroppo, ma avrei volentieri elargito per aver fra le mani il mio sogno, le poesie, le ardenti compagne di vita in visione reale. Loro sì che hanno un divino annientamento che ti sfiora le labbra, per questo forse temo sempre di non saper spiegare il mio cuore come vela stopposa lasciata troppo tempo in stiva, ma inoltre esse posseggono delle fondamenta sovradimensionate. Quest’ultima singolarità  fa sì che la “casa” non  crolli troppe volte. E troppe sono le potenti scosse a tormentarla. In tutto questo frastuono o questo silenzio che sia, il tempo mi scivola come un fiume sacro ineluttabile in cui ci si può bagnare solo in speciali diradate occasioni, da qui tutto questo tempo per attivarmi. mmmmmm….sono stanca di tanto muto silenzio…….voglio silenzio parlante….ora!

*Metaphisique