Metaphisique said, on Agosto 27th, 2008 at 1:33 pm

io e il silenzio dell’ultimo grano …

(ripenso a quello spazio e
trovo commovente il suo destino
di terra umile e silente
di semplice natura emozionante
- non più di tante altre, vero ma neanche meno -
che deve essere salvata
dall’esuberanza emozionale,
dal suono e dal colore, dagli “umani” sensi
appartenti ai simili dei suoi carnefici
già pronti con le ruspe
nascosti dietro la luna nascente)

metaphisique said, on Settembre 5th, 2008 at 12:38 pm

Oggetto 1:
“Sto saltando in un uncino
troppe voci tolgono acqua all’iride
tale secchezza mi annienta……..
……….arriva sul fondo e trovo un vuoto bianco
ma a quel punto il mio silenzio è il massacro tanto atteso,
e quindi vado a ondeggaire come filo d’erba,
amo gli uomini ma ancor di più il vento
il fruscio adeguato all’odore che presto giungerà”

Oggetto 2:
” Non ricordi chi non ascolta il rumore dei tasti,
ma colei che – morbida e fresca come un frutto,
e nera come zolla di terra sulfurea-
sorride all’ultima curva dicendoti
ma non vedi che sei quasi arrivato?”

  • Oggetto 1:
    “Aspettavo sbagliaste
    A tagliar i rami
    Per succhiarne le estremità
    Col suono del riflusso
    come cervelli vuoti
    corridori da spiaggia
    conchiglie vuote e silenti

    era svilente quella cavità,
    e ormai le scarpe erano pronte.”

    Oggetto 2:
    ” Tu stai andando, dove io sono già fuggito”

    Oggetto 1:
    ” Mi hanno solo scaricato qui…….io non ho la capacità di decidere che le future rovine imperialiste non siano anfiteatri ma ……..questo intorno……….”

    oggetto 2:
    “Allora girati a guardare i papaveri, al prossimo giugno avrai dimenticato il loro languido rossore”

    delirio è questa danza di parole degli oggetti
    essi non attendono prati o campi
    forse cercano la tomba proprio dov’è la loro culla
    e un arco così lungo li sfinisce ………
    ………persino loro percepiscono il vento nel grano
    e osservano tale sacra emozionante piccola bellezza,
    eppure non hanno ascolto e sguardo …………..

    ma le accezioni comuni sfiniscono me oggi …………

    (@ Angelo : ho cambiato il contenuto alla fine – niente più poesia secca e nuda – questa è l’inizio di una sceneggiatura teatrale dal titolo “Disenchantment”(Disincanto) -perdonate ha il titolo in inglese perchè è una cosa che ho iniziato a scrivere quando vivevo in Irlanda- non è perchè non mi sento abbastanza irpina, anzi :)…….
    @ Franco : sento cantare la bellezza sulla scena del silenzio …… che è sempre la scena migliore …… perdonami -soprattutto tu- se mi sento sempre inadeguata allle situazioni “corali” e deliro dall’angolino sì umido, autunnale, buio ma tanto rassicurante della stanza provvisoria……)

    vi abbraccio tutti – a domenica

    Metaphisque (= Alessandra Maddaloni)

  • metaphisique said, on Settembre 5th, 2008 at 12:45 pm

    a domenica, quindi
    se riesco a non ascoltare per primo il coro che sfonda nell’antica pietra ma piuttosto il silenzio emozionante che c’è sul fondo e arriva fra i fili d’erba

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